Re delle campagne, re delle tavole. Il Primitivo di Manduria è un vino sangue, la linfa della storia e delle persone di un territorio che se lo sente scorrere nelle vene da sempre.
Ovunque in tutto l’agro lo sguardo incontra la pianta del vitigno sovrano: il primo a vedere maturare le sue uve (dal latino primativus), il primo per i volumi di vendita dei suoi vini tra i grandi nettari italiani. Gli alberelli e le spalliere sono essi stessi panorama, in quadri viventi punteggiati di tratturi, masserie e casine rurali, con il mare all’orizzonte.

Rosso, corposo, con sentori di frutti rossi. Ma anche speziato, con richiami alla liquirizia, al chiodo di garofano e alle confetture, a seconda delle tipologie e degli affinamenti. Il vino che conquista il mondo è pronto a sedurre anche il visitatore, facendosi degustare nelle tante cantine della città e nelle vinerie del centro storico, dove si rivela sempre maliardo e intenso, sia nelle versioni secco DOP sia in quelle dolce naturale DOCG.
A tavola il miglior abbinamento del Primitivo secco è con i tradizionali pizzarieddi (maccheroncini) e con le braciole (involtini di carne) al sugo. Con formaggi erborinati, cioccolata e paste di mandorle, invece, il miglior matrimonio del Primitivo dolce.